Ottobre 2016: Iniziano le Trasmissioni di Ultima Tv

Torniamo ad aggiornarvi su Ultima Tv, il nuovo canale all news catanese già presente nei mux di 7Gold 88 (uhf 39), Rei Tv (uhf 53) e 7Gold 99 (uhf 33). Hanno aggiornato il cartello dove informa il pubblico che le trasmissioni avranno inizio a partire dal mese di ottobre sul canale 87 del digitale terrestre in tutta la sicilia, fatta eccezione per la provincia di Agrigento dove si potrà trovare sintonizzando la propria tv o decoder sul canale lcn 877 (ndr poiché il canale lcn 87 è stato assegnato ad Europa Tv).

Ultima Tv  8707-31 10-51-49

Prossimamente dovrebbe essere attivato anche il sito web e i canali social su Facebook, Twitter, Instagram, Google Plis e Pinterest.

 

loading...

3 commenti su Ottobre 2016: Iniziano le Trasmissioni di Ultima Tv

  1. In bocca al lupo per il nuovo Canale televisivo ULTIMATV!Da catanese, sono contento delle iniziative che valorizzano la mia Città natale. Se interessa, mi permetto segnalare una mia Ipotesi di Nuova Costituzione, 20052015, di cui trasmetto le Sintesi dei Principi che la caratterizzano. Se il Progetto dovesse interessare, in tutto o in parte, codesta Redazione potrebbe farne oggetto di dibattito tra i teleutenti coinvolgendoli in un esame critico che li renderebbe, forse per la prima volta negli Annali della nostra democrazia, parte attiva nei procedimenti di formazione della Volontà Popolare.
    LA COSTITUZIONE DEGLI ITALIANI
    Le riforme necessarie per modernizzare e moralizzare l’Italia
    Ancora nell’anno 2015, la situazione politico-istituzionale continua a esasperare il conflitto sociale a causa delle mancate riforme, annunciate e mai attuate; intanto, il debito pubblico ha superato i 2200 miliardi di Euro, mentre la spesa aumenta, alimentata dai privilegi di cui continuano a godere i politicanti, che si foraggiano a tutti i livelli, fino ai gruppuscoli a carattere familiare.
    Lo sforzo di qualche uomo politico e la rara Stampa, che si fa carico del disagio in cui versa la Comunità Nazionale, non riescono a smuovere i mestieranti dalla posizione in cui si sono arroccati; mentre le incertezze ideologiche e la mancanza di senso morale impediscono sbocchi risolutivi verso un radicale, nuovo assetto dello Stato, idoneo a risvegliare nella Comunità Nazionale quel senso d’idealità, degno di una Nazione civile.
    Da tale premessa discende l’urgenza di promuovere un Nuovo Umanesimo con cui, riaffermato il ruolo centrale della Persona Umana nel contesto sociale, la Comunità Nazionale si riappropri della Sovranità di cui da tempo risulta surrettiziamente spogliata; Sovranità che ha il diritto di esprimere non solo per mezzo della rappresentanza “partitico-elettiva”, la quale, per propria natura, non può che interpretare e tutelare i bisogni e gli interessi settoriali delle contrapposte categorie sociali, peraltro collocati in un contingente e limitato orizzonte temporale, ma anche per mezzo della rappresentanza “qualitativa-selettiva”, la quale, invece, anch’essa per propria natura, è portata ad interpretare bisogni e interessi generali, collocati in un più vasto e duraturo orizzonte temporale, date le finalità di tutela del patrimonio morale, culturale e materiale del Paese, le cui radici affondano nella continuità della sua Storia.
    A questo punto è necessario prendere atto che con il miserevole tramonto delle ideologie, false e bugiarde, l’organizzazione dello Stato, quale strumento di proiezione materiale della Comunità, non è più soltanto un fatto ideologico quanto, piuttosto, una necessità tecnico-giuridica, funzionale ai fini dell’auspicata giustizia sociale, senza la quale ci attende il baratro del fallimento.
    In conclusione, la rappresentanza politica non può più essere delegata, in modo monopolistico, ai Partiti, peraltro giuridicamente assimilati a semplici associazioni di fatto a livello di squadrette calcistiche di borgata, ma tornare nella diretta disponibilità della Comunità, unica fonte e depositaria della Sovranità da esercitare anche per mezzo delle Organizzazioni Laiche, produttive di beni e di servizi, meglio qualificate per le loro specificità professionali a predisporre progetti di riforme che corrispondano ai reali interessi dei cittadini.
    In concreto,sul piano dell’Organizzazione dello Stato, realizzare:
    1) un sistema duale di rappresentanza politica: “partecipativa-elettiva” e “qualitativa-selettiva” per assicurare, nell’amministrazione della Cosa Pubblica anche la presenza di qualificati cittadini, estranei alla militanza partitica, idonei a controllare la legalità e la correttezza degli atti, così da conferire una più convincente legittimità ai procedimenti di formazione della volontà popolare; 2) un sistema parlamentare monocamerale composto da trecento membri: duecento eleggibili dal Popolo, per due sole legislature, e cento in rappresentanza dei settori produttivi culturali e professionali, per una sola legislatura; 3) la erezione a persone giuridiche di diritto privato delle formazioni partitiche; 4) l’ineleggibilità alle cariche elettive di coloro che, in via definitiva, siano stati condannati per delitto doloso ad una pena non inferiore a due anni; 5) l’ineleggibilità, fino ai due anni successivi all’effettiva cessazione delle funzioni e risoluzione del rapporto di lavoro, di quei cittadini che rivestano cariche pubbliche di particolare importanza e visibilità; 6) la conformità del trattamento economico e previdenziale dei membri dei Consessi Elettivi a quello dei pubblici dipendenti, comunque sottoponibile al diritto popolare di iniziativa referendaria, abrogativa; 7) l’eliminazione di qualsiasi tipo di contribuzione ai gruppi partitici, compresi i rimborsi elettorali, e di qualsiasi altro privilegio che possa derivare dall’attività politica, il cui sostegno finanziario, volontario, va posto a carico degli iscritti e dei simpatizzanti; 8) l’attribuzione al Primo Ministro, Capo dell’Esecutivo, dell’intera responsabilità del Governo, con poteri di nomina e di revoca dei propri ministri, di numero non inferiore a dieci e non superiore a quindici; 9) l’istituzione di un “Capo della Opposizione” e di un suo “Governo Ombra”; 10) la scelta del Presidente della Repubblica tra le Personalità, estranee alla militanza partitica, che abbiano acquistato meriti per aver dato prestigio alla Patria in campo umanistico, scientifico, letterario e artistico; 11) la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione in cui il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti, dismesse le funzioni di giudici speciali, svolgano il primo funzioni di Alta Dirigenza e il secondo funzioni di Supremo Organo di controllo, preventivo e successivo, di legittimità e di merito, sugli atti che comportino spese a carico degli Enti Pubblici e di quegli Enti privati che, a qualsiasi titolo, amministrino beni o denaro pubblico;
    sul piano della Giustizia realizzare:
    12) l’unificazione delle giurisdizioni: ordinaria, amministrativa, contabile, tributaria, con l’istituzione di un Ordine Giudiziario costituito dalla sola Magistratura Giudicante; 13) l’istituzione di un Ufficio della Pubblica Accusa, Pubblico Ministero, quale promotore e rappresentante degli interessi della Comunità Nazionale nei vari gradi di giurisdizione; 14) una riserva di quote percentuali negli organici della Magistratura Giudicante e dell’Ufficio requirente destinata agli avvocati e ai dottori commercialisti; 15) l’istituzione di un Promotore di Giustizia, quale rappresentante della Comunità Nazionale per la promozione dei giudizi di responsabilità a carico dei magistrati e dei pubblici ministeri; 16) l’attribuzione all’Avvocatura dello Stato di nuove competenze in materia di consulenza, assistenza e rappresentanza in giudizio; 17) l’elezione dei giudici della Corte Costituzionale a mezzo di una Conferenza Nazionale delle Università Statali e Libere, degli Ordini Nazionali Forensi e Commercialisti tra le personalità eminenti dei suddetti Ordini, estranei alla militanza partitica;
    sul piano dell’Amministrazione Locale
    realizzare: 18) la soppressione delle Regioni e delle Province, la fusione o unione dei Comuni con popolazione residente inferiore ai ventimila abitanti; 19) l’istituzione, quali Enti di Coordinamento e di raccordo intercomunale delle varie attività locali, di Conferenze in Aree Territoriali Metropolitane che abbiano un numero di Comuni non inferiore a venti e di abitanti non inferiore a un milione; 20) attuazione del federalismo fiscale mediante l’attribuzione a ciascuna Area Metropolitana di quote di tributi erariali, accertati e riscossi nel rispettivo territorio; 21) l’istituzione di una Conferenza Nazionale delle Aree Territoriali Metropolitane per la valutazione comparativa dell’azione amministrativa e gestione dei servizi nelle varie Aree e il compito di individuare le procedure più idonee a garantire la migliore efficienza ed economicità dei servizi erogati;
    sul piano della Giustizia Tributaria, realizzare:
    22) la fissazione al trenta per cento dell’aliquota massima applicabile sul reddito netto, tassabile, delle persone fisiche e giuridiche, nel rispetto della progressività delle aliquote; 23) la tutela dei beni vitali dell’esistenza nell’imposizione indiretta sui consumi e sui trasferimenti e la fissazione al puro costo delle contribuzioni obbligatorie per i servizi essenziali e di solidarietà sociale; 24) l’assoggettamento ad aliquote speciali dei profitti derivanti da attività speculative; 25) l’eliminazione delle sovraimposte e delle addizionali su qualsiasi tipo d’imposizione fiscale.
    La realizzazione di tale normativa costituzionale si rende ormai indispensabile per intraprendere quel processo di risanamento, morale e finanziario, necessario per ridurre il debito pubblico entro limiti fisiologicamente accettabili ed eliminare, per quanto possibile, l’attività predatoria di congreghe partitocratiche ormai squalificate.
    Francesco Carlo BIANCA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *